Spesso per edulcorare il brutto si arriva a sdoganare l'orrido. E così accade che per amore della democrazia anche gli imbecilli devono essere ascoltati. Nonostante io sostenga che la ricerca della verità è un processo che non ha mai fine, è altrettanto vero che la ricerca deve essere intesa come affinazione, non come contaminazione. Anche la natura produce i diamanti dal carbonio, e non lo fa per offendere il carbone. Ma nessuno si metterebbe un pezzo di carbone al dito. Cosi, anche la verità è un processo che passa attraverso anni di sforzi ed energia, calore e pressione. È una fatica per pochi. Il carbone non diventerà mai spontaneamente diamante. Anche la verità è faticosa. Tutti pensano di possederla perché nessuno può quantificare ciò che non conosce, ma solo ciò che sa; e rispetto a ciò che sa, sa tutto. Se quantificassimo la verità presente in ognuno di noi, nel mondo otterremmo una gaussiana che esprime il meglio nell'apice della curva, non agli estremi. Per migliorare non dovremmo appiattire la curva verso il basso. Ma è esattamente quello che sta accadendo: per non creare “barriere”, per “includere” tutto, e non offendere nessuno.
Io sono contro al politically correct: un imbecille è tale fino a quando capisce di esserlo.
